la Chiesa nuova

Sarebbe sicuramente interessante ricercare nella storia del passato come i cristiani di Marcon si siano organizzati e quale sia stato il loro luogo di incontro. E’ certo che ancor prima dell’attuale Chiesa di San Giorgio come la vediamo ora, nel suo stile sette- centesco, c’è stato un edificio precedente, segno del continuo sviluppo e delle trasfor- mazioni avvenute nei secoli. Sappiamo che l’idea di costruire una chiesa “nuova” più rispondente alle esigenze della
popolazione rispetto a quella esistente, risale almeno agli anni cinquanta, quando non si poteva certo prevedere l’attuale realtà di Marcon, cioè all’epoca del parroco don Mariano Ballan.

Sono passati così alcuni decenni e i tempi erano maturi per avviare a soluzione l’aspirazione di avere una Chiesa più capace ed adeguata alle esigenze e alle attese dalla Comunità. Don Achille Franchetto, dopo aver dotato la Parrocchia dei locali indispensabili per la catechesi e gli incontri di formazione, ha avviato il progetto della nuova Chiesa, studiando con l’architetto Umberto Barbisan il disegno, tenendo in considerazione le norme dettate dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano, arrivando così al progetto funzionale che oggi possiamo vedere, che consente davvero una celebrazione comunitaria partecipata.

Il primo lotto di lavori, comprendente le fondazioni e il seminterrato dell’edificio, fu realizzato negli anni 1989-90. C’è stata poi una sosta “per riprendere fiato” e negli anni 1993-94 dopo l’avvicendamento del parroco don Achille Franchetto con don Domenico Trivellin, si è proceduto al secondo lotto di lavori comprendente tutte le principali strutture: muri e tetto. Il terzo lotto, cioè quello delle finiture, ha visto la realizzazione delle finestrature, della pavimentazione, dell’impianto elettrico e sonoro, e all’inizio del 1999 la posa in opera dell’Altare, dell’Ambone, del Battistero, delle Pile dell’acqua benedetta, così da consentire la consacrazione dell’Altare stesso e la dedicazione dell’edificio. Naturalmente ci sono ancora lavori di completamente da realizzare, sia all’interno come all’esterno della Chiesa, ma l’essenziale ormai è stato portato a termine.

Il principio di base su cui si è svolta la progettazione è il”decagono” esterno, che si trasforma, all’interno, in una tipologia a diamante ottagonale, simbolo di purezza, che associata ad una forma di anfiteatro, assume un significato di unione, operosità e fratellanza della comunità cristiana. La nuova Chiesa è (“Monte Sion”) leggermente più alta della quota media del terreno, in quanto deve innalzarsi verso il Cielo, compito finale dell’acuminato campanile. Il porticato di ingresso, che si rifà agli antichi chiostri, converge verso l’entrata principale, onde conferire maggiore imponenza all’entrata del tempio di Dio. All’interno, ogni particolare, ricorda il fragile rapporto uomo-universo; dai materiali essenziali (laterizio e pietra); alle strutture di copertura, massicce ed imponenti in calcestruzzo armato, che dall’ingresso convergono verso l’altare maggiore, in un crescendo che invita a volgere il pensiero al Cielo. Le vetrate, inserite nelle aperture a “canne d’organo”, risplendono di luce propria e non riflessa, devono perciò esprimere globalmente ed idealmente l’universo che ci circonda con il Sacrificio del Cristo. La ‘
fonte battesimale, in pietra bianca, simbolo dell’innocenza, è sagomata in modo che l’acqua, simbolo di purezza, apparentemente esca dalla roccia stessa ricordando Mosè, dell’antico testamento, che dissetò il popolo di Israele con l’acqua della roccia. L’altare, l’ambone, il tabernacolo ed ogni particolare costruttivo conferirisce la forza serena e calma della Fede. L’atmosfera interna della Chiesa deve perciò essere avulsa dal frastuono della vita quotidiana e rappresentare un sereno luogo di meditazione, riflessione e preghiera. Progetto: architetto Umberto Barbisan

UNA CHIESA CHE VIENE DA LONTANO

L’idea di una nuova Chiesa a Marcon è piuttosto datata risale infatti al 1953. L’allora parroco don Mariano Ballan, visto lo stato precario del vecchio edificio sacro e la sua scarsa capienza decise di coinvolgere la popolazione in una nuova impresa di solidarietà che aveva ben funzionato con la costruzione dell’asilo-oratorio terminato nel 1948. Incoraggiato dal Vescovo diocesano, monsignor Antonio Mantiero, affidò il progetto all’architetto Achille Vettorazzo di Sambughè che già aveva realizzato la vicina Chiesa di San liberale. Nel luglio 1954 il disegno era pronto e venne presentato in Curia

Il nuovo edificio, che ricalcava i canoni dell’architettura sacra di quegli anni imponente e neoclassica, avrebbe dovuto sorgere tra la canonica e la vecchia Chiesa determinando forse il degrado di quest’ultima. La popolazione dopo aver molto offerto per l’asilo-oratorio, pur rispondendo agli appelli del parroco non fu sufficientemente generosa nonostante negli elenchi degli offerenti fossero presenti tutte le famiglie del territorio e la cifra raccolta consistente per quegli anni. Nel marzo 1959 don Ballan lasciò la guida della parrocchia per
motivi di salute e il suo successore don Achille Franchetto, che ben conosceva i problemi e le necessità della comunità, decise che forse i tempi non erano arrivati per una nuova Chiesa. La popolazione marconese in quei primi anni sessanta diminuiva e la settecentesca Chiesa di San Giorgio chiedeva un urgente restauro per cui si preferì provvedere a quest’ultima e ad altre necessità degli edifici parrocchiali.

Alla fine degli anni settanta mentre la popolazione registrava un certo incremento passando dai 2018 abitanti del 1968 ai 3800 del 1978, tornò con prepotenza la necessità di locali per le riunioni della comunità e di una nuova Chiesa. Nell’aprile 1983 venne inaugurato da monsignor Antonio Mistrorigo vescovo di Treviso, la casa Luciani per la catechesi dei bambini, dei giovani e per le riunioni comunitarie. Sempre in quell’anno venne acquistato un terreno nella zona di piazza Municipio, via Meucci, dove si prevedeva un particolare sviluppo edilizio. Don Franchetto e il Consiglio Pastorale inizialmente
pensarono di mettere in piedi un centro religioso ma sempre più forte si faceva la necessità di un vero e proprio luogo di culto e di preghiera.

Così venne affidato all’architetto Umberto Barbisan il progetto per una nuova Chiesa da dedicarsi ai Santi Patroni d’Europa Benedetto, Cirillo e Metodio. Il 18 dicembre 1986, dopo essere stato illustrato agli organismi parrocchiali, il progetto passò al vaglio degli uffici comunali per l’approvazione. Un primo parere favorevole della Giunta Municipale arrivò il 13 gennaio 1987; l’approvazione del progetto avvenne il 28 ottobre 1988, il rilascio della licenza edilizia il 12 maggio 1989. Un iter lungo e travagliato dovuto in parte alla burocrazia ma soprattutto alla precaria situazione politica del comune di Marcon che in quegli anni sopportò numerose crisi di Giunta. Finalmente nel luglio 1989 iniziarono i lavori da parte della ditta Bonazza di Treviso e nella primavera successiva il primo lotto era terminato e venne inaugurato con una celebrazione mariana presieduta dal vescovo cecoslovacco monsignor Paolo Hilinca.

Nel dicembre 1990 don Achille Franchetto per motivi di salute rassegnò le dimissioni e venne sostituito da don Domenico Trivellin che iniziò il suo servizio pastorale a Marcon il 13 aprile 1991.1 lavori dì costruzione della nuova Chiesa, però, per mancanza di fondi, vennero ripresi solo nel tardo inverno 1993 con la posa della prima pietra nella festa dei Santi Patroni, il 14 febbraio. A dirigere il completamento dell’opera venne chiamato l’ingegner Francesco Zanin. Da quella data, sia pure con qualche interruzione, ì lavori
proseguirono sia all’interno che all’esterno della Chiesa e così  l’edificio all’ inizio del 2000 è ormai completo nella sua essenzialità e funzionalità.

La consacrazione di questa nuova chiesa dedicata ai santi patroni Cirillo, Metodio e Benedetto è avvenuta il 13 febbraio 1999 a opera del Vescovo mons. Paolo Magnani .